Come Regione Lombardia, anche Regione Emilia Romagna gradua le verifiche in funzione dell’importanza dell’intervento.

Tuttavia, differentemente dalla prima, non definisce delle portate massime specifiche da scaricare, ad eccezione dei casi di minore entità in cui vengono date delle prescrizioni, ma fa riferimento al concetto di garantire la conservazione della portata massima defluente dall’area in trasformazione ai valori precedenti l’impermeabilizzazione.

Nello specifico le aree vengono suddivise come segue:

  • Aree a trascurabile impermeabilizzazione potenziale (estensione inferiore a 0,1 ha);
  • Aree a modesta impermeabilizzazione potenziale (superfici comprese fra 0,1 e 1 ha);
  • Aree a significativa impermeabilizzazione potenziale (superfici comprese fra 1 e 10 ha oppure interventi su superfici di estensione oltre 10 ha e con superficie impermeabile maggiore del 30%);
  • Aree a marcata impermeabilizzazione potenziale (superfici superiori a 10 ha e con superficie impermeabile maggiore del 30%).

Nello specifico Regione Emilia Romagna definisce un volume minimo d’invaso che deve essere rispettato adottando la formula derivata dal modello dell’invaso lineare. Tale formulazione, quand’anche semplice, è in generale di non facile applicazione in quanto il valore dei piccoli invasi è di difficile stima ed a piccole variazioni dei coefficienti d’afflusso corrispondono significative variazioni del volume minimo dell’invaso, tuttavia, la formulazione di Regione Emilia Romagna definisce dei valori predefiniti dei parametri che ne rendono l’utilizzo semplificato.

w° è il volume specifico dei piccoli invasi prima dell’intervento, φ e φ° sono i coefficienti d’afflusso prima e dopo l’intervento, n è il parametro della curva di possibilità pluviometrica (posto pari a 0,48), I e P sono la percentuale di area impermeabile e permeabile dopo l’intervento.

Ulteriormente, al fine del dimensionamento dell’accumulo, al volume specifico così calcolato, può essere dedotto il volume degli invasi di rete.

Per aree a trascurabile impermeabilizzazione potenziale, è sufficiente verificare il volume minimo d’invaso attraverso la formula precedentemente individuata.

Per aree a modesta impermeabilizzazione potenziale si deve ulteriormente verificare la dimensione massima della luce di scarico, che non deve essere superiore a 200 mm ed il tirante idrico massimo che non deve superare il metro.

Per aree a significativa impermeabilizzazione potenziale viene richiesta una specifica analisi idrologica volta a dimensionare le luci di scarico ed i tiranti idrici ammessi nell’invaso in modo da garantire la conservazione della portata massima defluente dall’area in trasformazione ai valori precedenti l’impermeabilizzazione, almeno per una durata di pioggia di 2 ore e un tempo di ritorno di 30 anni, conducendo un’adeguata analisi idrologica. Tempi di ritorno maggiori vengono richiesti nel caso in cui si adottino sistemi ad infiltrazione.

Per aree a marcata impermeabilizzazione potenziale è prevista la presentazione di uno studio di maggiore dettaglio i cui contenuti sono individuati specificatamente nella norma.

Per i coefficienti di afflusso vengono imposti i seguenti valori in funzione dell’uso del suolo.

Tipo areaCoeff. Affl.
Aree impermeabili0,9
Aree permeabili0,2